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Insediamento nel territorio

I POZZI


      La Città di Tursi è immersa in una cornice di verde che la circonda da ogni lato; è letteralmente abbarbicata alla ‘timpa' e l'insediamento umano nel territorio è avvenuto prevalentemente nelle zone alte e lungo i pendii, prima con la creazione di grotte, poi con la costruzione di case, spesso a ridosso delle grotte scavate nella roccia.
     I laboriosi cittadini di Tursi hanno saputo creare e conservare, presso la timpa dei burroni, un particolare tipo di insediamento rurale, fatto di grotte, orticelli, cantine, depositi, rifugi per l'uomo e per gli animali domestici.
     In mancanza di questi rifugi, gli animali erano allevati in locali del paese o dentro le abitazioni ove l'uomo conviveva con asini, maiali, galline, capre, cani, gatti, utilizzando la grotta in fondo alla casa come cantina, deposito e stalla.
     La creazione delle grotte era ispirata a motivi di sicurezza e difesa sia dagli agenti atmosferici che da furfanti e non certamente da esigenza di comodità.
Erano scavate e ‘ azzimate' col piccone. Spesso erano rivestite con volta in pietre o mattoni ma sempre chiuse con frontale in muratura. Le grotte sono ancora buone per conservare il vino perchè non soggette a sbalzi notevoli di temperatura.

     I cittadini di Tursi hanno saputo organizzarsi per vivere con sufficiente autonomia entro le proprie mura: l'allevamento degli animali, la coltivazione della terra, la creazione artigianale di mobili e suppellettili, le riserve stagionali, la cospicua presenza di acqua nel territorio, hanno sempre consentito una lunga autonomia nei periodi di carestia.
     Dal torrente Pescogrosso e dalle cisterne si prelevava acqua per lavare e per altri usi non potabili, dai pozzi e dalle sorgenti di estraeva l'acqua per uso potabile.
      I pozzi, nella parte bassa del paese, erano gelosamente custoditi dai proprietari che ne curavano la sicurezza e l'igiene: dai profondi pozzi, l'acqua era estratta tramite un sistema costituito da verricello di legno a mano, fune di canapa e secchio zincato.
Nel vallone si contano ancora una decina di pozzi, alcuni integri,altri chiusi o comunque murati e protetti. L'acqua affiora ancora anche se la mancata manutenzione non ne consente l' utilizzo.
    L'acqua piovana veniva incve raccolta in cisterne presenti soprattutto nei conventi e nelle case signorili del centro storico.
    Anche nelle campagne abbondavano pozzi e sorgenti di ogni tipo da cui si prelevava acqua per irrigare gli orti ma anche per bere, lavare, governare gli animali, preparare il pane.

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Dall'alto verso destra:
1 pozzo in Via Masaniello della famiglia DiTommaso riempito e chiuso;
2 pozzo in Via Madonna delle Grazie proprietario Vallone Salvatore pulito e con acqua;
3 pozzo Di Giura in Via Eraclea ora proprietà di Lacanna Antonio integro e con acqua;
4 pozzo Lapolla in Via Tasso ora proprietà eredi Pitrelli Rocco integro e con acqua;
5 pozzo Michele Gentile Via Tasso, il più alto rispetto agli altri riempito;
6 pozzo Germano in Via Roma, riempito;
7 pozzo famiglia Lauria in Via Tasso, ora di Ricciardulli Giosuè, integro e con acqua;
8 pozzo Santamaria in Via Masaniello ora proprietà Bruneo Giuseppe,restaurato e con acqua;
9 pozzo Margiotta in Via Pisacane ora proprietà Cuccarese Donato, riempito e trasformatoin locale deposito;
10 pozzo Di Noia in Via Tasso murato nel portale ma ancora integro e con acqua;
11 pozzo in Largo Donadio proprietà Cosimo D'onofrio, integro e con acqua.

Come si può notare nelle foto, alcuni pozzi sono rimasti intatti, con relativa luce protetta da sportello chiuso dal momento del loro inutilizzo. ( pozzi: Basile, Digiura,Lapolla,Lauria, D'Onofrio.
Altri mostrano appena i segni della loro presenza (Germano, Gentile, Dinoia, Di Tommaso.
Il pozzo Santamaria è stato restaurato dall'attuale propretario Bruneo e adattato alla nuova destinazione del locale adiacente in ristrutturazione. Sul sito del pozzo Margiotta sorge invece un piccolo vano deposito.