MARIO CRESCI IN RABATANA   
       
Nella splendida mattinata del 19 Aprile ho incontrato a Tursi, dopo 41 anni, un vecchio amico di lavoro di gioventù: Mario Cresci.
       A Genova, nello studio di due architetti, abbiamo lavorato per diversi mesi, lui fresco di maturità liceale, io diplomato geometra.
       Entrambi giovani con tanta gioia di vivere.
      Insieme ci siamo incamminati per il centro storico e la Rabatana,
da vecchi amici ritrovati,
lui celebre "ARTISTA",
io modesto formatore professionale
ma anche "FOTOGRAFO amatore" .
           
Cresci, che è nato a Chiavari (Ge) nel '42, è incamminato da anni in uno studio costante che oscilla tra grafica e sperimentazione fotografica, privilegiando le zone del Sud della penisola e il suo nome ha caratterizzato la storia fotografica italiana degli ultimi decenni.
           Nella sua ricca vita professionale ha, tra le tante altre cose, tenuto corsi di formazione professionale nei campi della fotografia e del visual design, diretto l'Accademia Carrara di Belle Arti di Bergamo ed esposto in alcune edizioni della Biennale di Venezia, sue fotografie sono al Museum of Modern Art di New York. E' docente"Storia e tecnica della fotografia".
       
Nella giornata del 19 e nella mattinata del 20, l'artista, ha visitato e fotografato gli angoli più seducenti dell'abitato, ha eseguito centinaia di scatti alla ricerca di particolari che, di certo, non sono sfuggiti al suo occhio.
      
Perchè a Mario Cresci a Tursi?
        "A Tursi ci sono stato quindici anni fa, oggi sono qui per un incarico che mi è stato offerto dalla Fondazione Sassi di Matera, e riguarda il progetto relativo alla valorizzazione della Rabatana.        Attraverso le foto sarà condotto uno studio particolareggiato che confluirà in una pubblicazione con tutti i dati relativi alla situazione storico-urbanistica. Le fotografie fanno parte, perciò, di questa ricerca, ma sono stato lasciato libero di lavorare secondo quelle che erano le mie impressioni sul luogo.
       Sono rimasto affascinato dalle persone, splendide, che si son lasciate fotografare con amabilità. Gente legata al luogo che non significa soltanto essere radicati, ma consapevole della sua storia e della sua cultura. M'interessa fotografare non soltanto le pietre ma anche la gente e da anni lavoro su un'idea di un'umanità che ha una sua forte dignità.
      Ho lavorato a Tricarico, Matera, e in altri paesi, conosco bene la Basilicata che ho fotografato per il Touring Club.
      Ho avuto la fortuna di conoscere Pierro a Stoccolma, dove siamo stati insieme per due settimane."
     Le foto, dall'alto verso destra: Cresci,Cresci e Crispino, Cresci e una signora della Rabatana, Cresci con Teresa e Vincenzo Crispino e con Martire, Cresci, Cresci e Bruno, Cresci e Martire con Giovanni.

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