rabatana anglona notizie

Rocco Bruno
è nato a Tursi il 5.1.1939 ove risiede dalla nascita.

          E' pensionato, pago di aver svolto onestamente il proprio dovere di impiegato presso il Comune di Tursi.
          Da sempre appassionato di Storia, ne ha coltivato lo studio per lunghi anni, meritando "sul campo" significativi riconoscimenti che gli valgono più di ogni titolo.
          Da oltre trent'anni ha indirizzato i suoi studi su Tursi e la Basilicata, dando dignità e giusto valore alle cose, ai fatti, agli uomini modesti, alla "Storia minore", la cui conoscenza è indispensabile per la piena comprensione della "Storia ufficiale".

         Se i Tursitani hanno imparato a scoprire il proprio paese e conoscerne i fatti e la storia, il merito è di Rocco Bruno.
         Le sue opere sono nate dal costante interesse per la gente e per gli avvenimenti di Tursi nonché dalla tenace ricerca presso biblioteche private e pubbliche e presso gli Archivi di Stato.
         Nel 1999 allestisce una mostra di foto d'epoca da lui raccolte da oltre 40 anni.
         Tra le persone illustri di Tursi Rocco Bruno occupa un posto di primo piano. Bibliografia:
     I Canti dei Ricordo (Policarpo, Ginosa 1975). Raccolta di canti, poesie, detti, proverbi ed indovinelli della cultura (nell'accezione antropologica del termine) di Tursi e rappresenta il primo approccio lirico, magico, folklorico alla conoscenza di Tursi ed un repertorio popolare prezioso per le forme artistiche dell'ambiente locale e per il recupero e la valorizzazione delle radici etniche del paese, per mezzo di quella cultura orale che per la prima volta viene codificata in questo libro.
    Storia di Tursi - Ed. Policarpo, Venosa 1977. Il libro è il compendio di tutto lo studio su Tursi e ne fornisce la prima vera ed organica storia.
3   Anglona: un città, un vescovado, un santuario - Ed. Liantonio, Matera, 1984). Il testo allarga l'orizzonte della storia del paese a quella della diocesi di Anglona-Tursi (di cui Tursi è la sede), il discorso assume un respiro più ampio e l'indagine si estende alla Magna Grecia.
4     I Donnaperna: marchesi di Colobraro, baroni di Pomarico, Calvera, Teana, Carbone, possessori delle tenute di Scanzano e Caprarico - Liantonio, Matera, 1986. Il libro è una biografia genealogica che, attraverso la storia dì questa potente e nobile famiglia originaria di Milano, mette in luce molti momenti della storia dì Tursi e della Basilicata.
   Storia di Tursi, seconda edizione. Ed. R. Porfidio di Moliterno 1989. La consapevolezza dei vuoti e dei punti oscuri, che inevitabilmente presentava la prima edizione, indussero l'autore a continuare le ricerche. Ha trovato altri documenti e altre notizie chiarendo le zone d'ombra.
6     Le famiglie di Tursi dal XVI al XIX secolo. Ed. R. Porfidio di Moliterno 1989.
7     La Cattedrale di Tursi. Ed. Grafidea, Policoro 2000. Il testo è uscito il giorno in cui questa chiesa fu riaperta al culto, dopo dodici anni di chiusura a causa di un devastante incendio nel 1988.
8     La Rabatana, l'antico e primo borgo di Tursi. Ed. Grafidea, Policoro 2001. Il testo espone in modo completo la nascita e la storia dell'antico borgo.

FOTOGRAFIE: In alto con il Prof. Cosimo Damiano Fonseca e il Prof.Antonio Lerra;
                   al centro con il Vescovo Talucci, il Prof:Rondinelli e Nicola Crispino;
                       in basso con Vincenzo Nuzzi, Nicola Crispino, Domenico Padula e Albino Pierro.     

   

"...quasi arabesco"
            
Mostra di Pittura di Antonio Farina

PATROCINIO:
COMUNE DI TURSI
IN COLLABORAZIONE DELLA PRO LOCO TURSI
e DEL GRUPPO TRIBAL ART.

TURSI, TERRAZZO PESCOGROSSO,
3 - 14 AGOSTO 2003
         

Presentazione:
Rosa Maria Fusco

ANTONIO FARINA ,
è nato a TURSI il 15 Luglio 1955, ha frequentato l'istituto d'Arte decorativa a Milano nel 1971.
Attualmente è dipendente del Comune di Tursi ove presta servizio come manutentore.
Nel 1990 ha tenuto la sua "Prima personale" di pittura;
nel 1991 ha tenuto la "Seconda personale" di pittura destando l'interesse della Gazzetta del Mezzogiorno.

L'artista fa parte del gruppo TRIBAL ART con il quale ha realizzato carri allegorici di ottima fattura, in legno e cartapesta.
Oggi si propone all'attenzione dei tursitani, esponendo i suoi lavori arabeschi
, quasi a memoria delle origini del popolo di Tursi.         
 ...mi sorprende felicemente con la pulizia del suo colore, la serenità che esprimono le sue figure, i suoi arabeschi" in cui convergono la formazione della scuola di decoratore, l'amore per il particolare, il sogno, la pietà popolare, (ciclo dedicato all'arte sacra) infine una tanto pudica quanto intrigante sensualità.          
          Artista schivo ma curioso egli non ha disdegnato l'approccio alla materia più varia, indice di una non comune manualità e poliedricità...

Tursi, 2 Agosto 2003

                                                       Rosa Maria Fusco
   

Tonino Farina è un tursitano verace,
professionista serio e preparato
capace di profondere,
in tutti i molteplici aspetti della sua arte,
COMPETENZA, ONESTA' e UMILTA',
note presenti solo nei grandi.
Auguri Tonino.

                                
        Nicola Crispino

 
Nelle foto: L'artista durante la mostra e alcune sue opere.

Mario Bruno

                    
In un vicolo alle spalle della rinata Cattedrale, si trova la piccola bottega artigiana di Mario Bruno.
          Ha oltre settant'anni, essendo nato il 16 Dicembre 1930, ed è uno degli ultimi calzolai di Tursi, un mestiere praticato da piccolo ed ereditando dal padre, anch'egli calzolaio come il nonno e gli zii, una tradizione di famiglia, che a dispetto del tempo che è trascorso e in barba alla modernità, è arrivata fino ad oggi.
          A Tursi Mario è una persona conosciuta da tutti, una di quelle che si individuano tutto d'un colpo con nome e cognome: Mario Bruno.
         Mario non è soltanto un calzolaio. Si occupa di tradizioni, dialetto, musica e scrive anche poesie nel colorito dialetto di Tursi. È un archivio umano di fatti, personaggi e… altro ancora.
         Infatti quello che sorprende, visitando la piccola bottega, è la notevole e minuziosa raccolta di oggetti, attrezzi e utensili, i ferri di antichi mestieri come fabbro, falegname, barbiere, sarto.Tutti i "reperti" sono stati scrupolosamente raccolti negli anni, e sistemati nel migliore dei modi nell'angusto locale: n'è venuto fuori un piccolo museo spontaneo, un luogo dei nostri più teneri ricordi che la patina grigiastra dei tempi moderni non può intaccare.
          Gli oggetti sono tanti e disposti per settore, una curiosa serie di lucchetti ordinatamente disposti, chiavi di tutte le fogge, saponi e rasoi di barbiere, bottoni, aghi e filo per sarti, ecc..
          Nella bottega di Mario, rispolverati dalla nostalgia, prendono vita i mestieri di una volta: un tuffo nel passato che soltanto il profondo amore per le proprie origini poteva portare a compimento.
          Mario Bruno, calzolaio e collezionista di cose antiche è un ottimo suonatore di banjo e mandolino e attorno a lui si sono formati spesso complessi musicali che hanno fatto parte di varie edizioni di carnevale e di gruppi folcloristici.
          E' sempre presente ed attivo in ogni manifestazione sociale e culturale, attualmente sta svolgendo ulteriori ricerche sugli usi e le tradizioni del nostro paese.
           Ha scritto poesie in dialetto e in lingua, ha raccolto detti e proverbi ed ha pubblicato i seguenti testi:
-  LA VITA
-  RICORDI DI UN PADRE
-  IL CUORE DI UNA MAMMA
-  LA VITA DAGLI ANTICHI DI ANGLONA A NOI
-  CURR'CURR' A LA CAPPELLA.
         Diversi suoi articoli sono stati pubblicati su riviste culturali locali mentre alcune sue poesie sono state musicate e cantate, quali 'A ZITA, I MASCHARETE, I FUNTANELLE, tutte in dialetto Tursitano.

Salvatore Di Gregorio
Nasce a Tursi (MT), il 26 Febbraio 1965, dove vive e opera.
Un diploma di Ragioniere nel cassetto.

          "Anglona Tursi" - Guida e notizie storiche, è stata, in ordine di tempo, la sua pubblicazione dedicata al paese lucano. Segue un
calendario dedicato all'anno 2000, con foto in bianco/nero, dedicato a tutte le bellezze architettoniche cadute nell'oblio del territorio tursitano.
          Soprattutto amante della fotografia ha tenuto varie mostre personali e collettive.
          Ultima la collettiva "Aspetti del paesaggio rurale in Basilicata" (Matera, 16/22 Settembre 2002) e la personale sui "Luoghi Pierriani" (Metaponto, 5/22 Agosto 2002).
       
   E' free lance e corrispondente del "Quotidiano della Basilicata" da Marzo 2002.

                                                                    
          LA  STAMPA

          
Il Quotidiano della Basilicata, 27 Luglio 2002: "Le immagini di Salvatore Di Gregorio, mettono in scena il suo subconscio lucano così com'è, Pierro docet, corretto dagli orpelli dell'intelletto, dove il tempo, grande padre-padrone della vita, sembra essersi fermato. D'altronte ogni foto è furto di tempo al tempo;
          La Gazzetta del Mezzogiorno, 5 Agosto 2002: "Paesaggi rurali con la magia del quotidiano, ritratti rugati del tempo perduto, particolari del centro storico cristallizzato nell'universo poetico di Pierro, tutti di rara bellezza e suggestione che liberano l'ispirazione dell'autore, ben oltre la tecnica del semplice, quanto talentuoso amatore, in un fortunato connubio ideale con il grande vate tursitano, suo conterraneo".


Il 26 Aprile 2003, alle ore 17:30,
presso l'auditorium dell'ITCG "Manlio Capitolo", è stato presentato il libro:

Se le dìcete 'a dettète,
iéte 'u vère!

Proverbi, detti e motti Tursitani   
Grauss Edizioni
Relatore: Francesco D'Episcopo,
docente all'Università di Napoli "Federico II

Il Prof. D'Episcopo, Di Gregorio, Sabatino Di Maioe il Prof. Liguori
                                                                                                                Il Prof. D'Episcopo e Digregorio.

 Il Prof. D'Episcopo, S.Di Gregorio, Di Maio e il Prof. Liguori.   
 
                                                                                                 Il pubblico in sala




                                                                                             
     

La foto di gruppo riunisce i relatori: Di Maio, Liguori, D'Episcopo, l'autore Di Gregorio, l'editore Pietro Graus e i giovani che hanno interpretato alcune poesie e proverbi dialettali ed hanno recitato in due scenette screitte da Salvatore Di Gregorio in dialetto Tursitano.
Glii attori sono Pasquale D'Affuso, Leo Vozzi, DavidePadula, Maria Antonietta Sanquirico e Luana Montesano.  

        

 Domenico Antonio Padula,
un Tursitano vince il 'premio Guido Modena',
giunto alla XVa edizione.
       

  
La tradizionale rassegna biennale di poesia dialettale "Guido Modena" che si svolge a San Felice sul Panaro in provincia di Modena ha premiato quest'anno Domenico Antonio Padula, genuina espressione della poesia Tursitana, che ha magnificamente onorato Tursi e la Basilicata nell'edizione 2003.

        Domenico Antonio Padula è nato a Tursi il 18 Aprile 1950, dove vive con la famiglia in Via Manlio Capitolo n.3. Scrive poesie soprattutto in vernacolo, ma anche in lingua ed i temi trattati abbracciano i vari aspetti  
dell'esistenza umana.

        Il suo pensiero e la realtà spesso si fondono in un ermetismo pittorico, miscelato di folclore paesano, sviscerando vizi e virtù dell'animo.
Fondamentali sono la naturalezza e la spontaneità, fonti che costituiscono la genuinità dell'arte.
        La spiritualità non ha tregua fra tanta falsità, malvagità e facile compromesso, e l'intento di scalfire la ruggine, impossessarsi di tanti cuori, diventa sempre più arduo.
"Pane et circenses" recita Giovenale, mentre il poeta canta che è gioia vivere per donare, su di "un piatto piano", l'amore, il coraggio, la disponibilità, quindi la speranza, per un futuro migliore.

      
 Nel suo curriculum annovera:
  • alcune mensioni onorarie dalla provincia di Macerata;
    un 1° premio "Luigi pace" presso la Comunità Montana Alto Jonio di Trebisacce (CS) per la poesia in vernacolo;
    la vincita del premio nazionale per la poesia dialettale "Guido Modena" 2003 per la Regione Basilicata;
  • la partecipazione a molte manifestazioni culturali, ad iniziare col gruppo "Poetica 87" di Luciana Gravina.
          Con i propri versi cerca di allietare e stimolare la mente ed il cuore.
          Una sua prima pubblicazione sarà preceduta da un recital di fine anno "Jè sue nu piatte sfaccète".    

          La premiazione è avvenuta il 6 Settembre 2003 a San Felice sul Panaro in provincia di Modena. Domenico Antonio Padula ha ricevuto una medaglia d'oro con inciso il nome della regioe di appartenenza. Erano presenti autorità nazionali e locali.

                Attualmente propone poesie, musica e canti, dal titolo "calore lucano e passione napoletana"con Gaetano Bruno e Rocco Campese, riscuotendo notevoli consensi. L'esibizione ha ottenuto grande successo nella serata del 16 Maggio 2005 in occasione del Decennale della morte di Albino Pierro.