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TURSI Aggrappato tenacemente ai costoni di una roccia arenaria, in una verde vallata tra il fiume Agri e il fiume Sinni, a 20 km dalla costa Jonica, sorge il paese di TURSI L'abitato è situato nella zona collinare interna del suo territorio e dalle parti alte si ammira un paesaggio compreso fra il mare, i due fiumi ed il massiccio del Pollino. Il paese, profumato dai rosmarini e dalle zagare dei suo aranceti, è immerso nella macchia mediterranea ed è circondato dal verde di pini, ulivi, eucalipti, nota dominante di un paesaggio spesso interrotto da aridi e desolati calanchi. Ai lati dell'antico abitato, gli ex conventi di San Rocco e di San Francesco guardano il paese e dominano il paesaggio. Al tramonto, guardando il paese disposto come intorno ad un antico anfiteatro, si scopre una bellezza unica e staccata dai classici esempi di itinerari Turistici. Sulle origini di Tursi Gli studi sui reperti archeologici dei recenti scavi eseguiti presso il Castello hanno dimostrato la presenza di insediamenti umani nel territorio avvenuti tra il XV e il XII secolo a.c.. Gli insediamenti sono avvenuti presso il Castello, presso la località Murata e presso il Cozzo di San Martino, in grotte o capanne nascoste tra le rocce. Presso la località Murata, poco distante da Tursi, sulla destra del fiume Agri, sono stati rinvenuti scheletri, tombe e oggetti vari e si presume sia esistito un villaggio fortificato già in epoca romana. Per trovare le radici di Tursi bisogna risalire con la memoria alle antiche città che ebbero origine e sviluppo nella zona costiera Ionica denominata Siritide e ai Barbari e Arabi che hanno invaso il meridione. Di certo sappiamo che i Goti, divisi in Visigoti e Ostrogoti, hanno dominato la nostra zona dal 410 fino al 553 ed hanno edificato il Castello; i profughi di Anglona hanno abitato il luogo ove si è formato il primordiale borgo denominato Rabatana. Lo scenario della Siritide Gli scavi archeologici eseguiti in Basilicata e in particolare nella zona fra Anglona e Policoro hanno accertato l'esistenza di insediamenti umani risalenti fino al 3000 a.c.. Gli abitatori di queste zone sono denominati Enotri. In particolare gli abitatori della zona compresa tra il fiume Agri, il fiume Sinni, Tursi e Policoro, vengono detti Coni. Siris, Metaponto ed Heraclea sorsero ad opera dei Greci che nel sec. VIII a.c. giunsero nella zona costiera Ionica provenienti dalle Isole Greche e dall'Asia minore. · Siris si ritiene fondata all'inizio del VII sec. a.c. dai popoli dell'Epiro. Secondo Strabone la città sorgeva sulla riva sinistra del fiume Sinni (anticamente Siris) da cui prese il nome, presso Policoro. Siris era molto estesa e l'insediamento urbano era sito in più punti del territorio ed anche dove sarebbe poi sorta Heraclea. Siris fu distrutta verso la metà del VI sec. a.c.. da Metaponto, Sibari e Crotone, gelosi della sua grandezza. · Heraclea sorse sulle rovine di Siris, tra il 443 e il 430 a.c., a confine con Pandosia, per volere dei Tarantini. Di Heraclea si hanno notizie fino al V secolo d.c.. Nel IX sec. d.c. la città viene menzionata col nome di Polychorium (o Pollicorium). Nel 1126 in un atto di donazione al monastero di Carbone, compare il nome di Policoro. · Pandosia, la più antica città pagana della Siritide, secondo Stradone, fu fondata dall'antica tribù degli Enotri prima dell'anno 1000 a.c. tra l'Agri e il Sinni. Pandosia era molto ricca e importante sia per la fertilità del terreno che per la sua posizione strategica. Presso Pandosia, nel fiume Agri, durante la battaglia contro i Lucani, nel 326 a.c., fu ucciso Alessandro il Molosso, re degli Epiroti e zio di Alessandro Magno. Inoltre la zona fu campo di battaglia della guerra di Pirro contro i Romani nel 281 a.c.. Il re dell'Epiro, accampatosi tra Heraclea e Pandosia, spaventò ed attaccò i soldati Romani utilizzando un gran numero di elefanti. Questa zona fu anche teatro delle operazioni di Annibale nel corso della Seconda guerra punica contro i Romani, nel 214 a.c.. La città fu distrutta da Silla tra l'anno 81 e l'anno 72 a.c.. · Anglona, si presume, sorse sulle rovine di Pandosia, poco prima dell'era cristiana, anche se le notizie sono incerte e confuse, e fu una cittadina assai fiorente. I Visigoti di Alarico nel 410 d.c. saccheggiarono e semidistrussero Anglona che successivamente si spopolò lentamente, soprattutto ad opera di Saraceni e Bizantini che favorirono la nascita di Tursi. Infine, ormai ridotta a un casale, nel 1400, ai tempi della Regina Giovanna I, una centuria facinorosa di soldati la incendiò distruggendola completamente risparmiando soltanto la Cattedrale. Tursi, si ritiene fondato in data successiva al 410 d.c. : i Goti, dopo aver distrutto Anglona, insediatisi nelle parti interne più elevate, costruirono il Castello. I cittadini della distrutta Anglona avrebbero abitato la zona dando origine alla Rabatana. Alcuni ritengono che esuli Pandosiani popolarono la zona già dal 281 a.c., dopo essere scampati alla battaglia fra Pirro e i Romani. Le Città di Anglona e Pandosia, per certi versi, influenzarono e determinarono la nascita del borgo primitivo di Tursi. Le fonti della storia locale Albino Pierro, poeta dialettale Tursitano tra i più grandi del Novecento ha stimolato l'interesse per Tursi, per la sua storia, per il suo passato ed ha fatto conoscere il paese e la Rabatana in tutto il mondo.
Il Poeta, lontano dalla terra natia, avverte un forte richiamo verso i luoghi a lui cari cosicchè ogni paese lo riconduce al suo, unico e insostituibile: Tursi, la terra del ricordo e della fanciullezza mai dimenticata. Mò c'agghie turnéte le pozze dice: " Su' proprie tante i paise ". Eppure, si le cunte, m' arrivèntene schitte une e com' a mmi nfilice. Adesso che sono tornato lo posso dire:" sono proprio tanti i paesi ". Eppure, se li conto, mi diventano soltanto uno e come me infelice.(Albino Pierro, da ' Curtelle a lu sòue') Caduto l'Impero Romano d'Occidente, i Goti di Odoacre, divisi in Visigoti di Alarico e Ostrogoti di Teodorico, invasero le nostre contrade, portando terrore, strage e morte. I Visigoti di Alarico, dopo aver distrutto Anglona, nel 410, costruirono un Castello di dominio e difesa sulla collina ove poi sorse la Rabatana. Attorno al Castello si rifugiarono i fuggiaschi di Anglona. Un'altra ipotesi sostiene che gli esuli di Anglona cercarono riparo nella zona collinare chiamata Murata, in seguito gli Ostrogoti costruirono il Castello. Il governo dei Goti durò 77 anni, dal 476 al 553, durante i quali eressero Castelli sui luoghi elevati. Teodorico lasciò un gran numero di Castelli nelle terre da lui conquistate. Subentrarono i Bizantini che li sgominarono definitivamente nel 554. I Longobardi, giunti nelle regioni meridionali, dove fondò il ducato di Benevento, contese il territorio ai Bizantini che alla fine furono costretti ad arrendersi. Nel 598 Longobardi e Bizantini si spartirono la penisola e Tursi rimase sotto i Bizantini. Nel 754, i Franchi sconfissero i Longobardi dopo 150 anni di dominio. Gli Arabi Saraceni provenienti dall'Africa attraverso la Sicilia e la Calabria, intorno al 826 giunsero nella Piana Metapontina iniziando ad assalire i grossi centri difesi da Longobardi e Bizantini. Il capo Saraceno Apolaffar tentò due volte la conquista della costa Ionica, la terza volta riuscì a conquistare il Metapontino, Anglona e Tursi, limitato alla Rabatana. Tursi risenti l'influenza araba ed il borgo esistente prese consistenza, anche a spese della vicina Anglona i cui cittadini vi si rifugiarono per trovare sicurezza e difesa. La presenza araba in Tursi lasciò la sua impronta denominando il primo rione del paese Rabatana, a ricordo della loro città Rabath. Nel 890 I Bizantini sconfissero i Saraceni e rioccuparono il territorio. In questo periodo si ha uno sviluppo demografico ed edilizio verso valle. L'espandersi di Tursi fu dovuta alla sua posizione geografica, al limite della piana della Siritide. Tra le sue mura difese dal Castello e dai profondi burroni accolse gli abitatori della Siritide che abbandonarono le zone costiere malariche e indifese dai pirati e dai Saraceni. Nei paesi Lucani i Bizantini formarono nuove chiese vescovili che assunsero un'importanza primaria nei contrasti tra la chiesa latina e quella greca. Nel 960 Tursi divenne sede di Diocesi con Cattedra Vescovile presso la Chiesa della Rabatana e Capoluogo del Thema di Lucania, che confinava con quello di Longobardia, e di Calabria. |